Sono un
rover del Cadoneghe 1 (Padova)..da qualche mese mi sono trasferito a Padova per
frequentare l'università, ma ho sempre vissuto a Caltanissetta, dove ho avuto
modo di vivere l'esperienza del Reparto e del Clan al Caltanissetta 4. Questo
Natale sono tornato a casa e qui ho avuto modo di incontrare i miei capi
reparto, che mi hanno fatto una proposta "indecente": vivere una straordinaria
avventura sull'Etna.
Conoscendoli sapevo già che sarebbe stata un'esperienza
tosta ma indimenticabile e dopo qualche indugio ho accettato volentieri. Ben
presto mi sono lasciato trascinare dall'ammirazione, da lasciare a bocca
aperta, del magnifico paesaggio che mi si è parato davanti viaggiando su
caratteristici mezzi di trasporto locali...sembrava di vivere un'avventura senza
tempo, irreale, in cui abbiamo attraversato dei veri e propri giardini
mediterranei, ricchi di limoni, aranci, ulivi, fichi d'India..vi giuro di tutto
e di più!! Un vero e proprio Eden, un tuffo nella sicilianità più
autentica e genuina dopo mesi di vita a Padova. E' stata per me un'emozione
studiare tutto quel verde divertendomi con i miei capi in una sorta di gara
botanica a chi individuava più specie arboree; ridendo e scherzando poi,
allungando lo sguardo un po' più in là oltre il verde, abbiamo scorto il mare,
l'azzurro dell'acqua che ad ogni stagione è sempre meraviglioso...il tutto ai
piedi della grande Etna. E' suggestivo arrivare in Sicilia in aereo,
sorvolare la montagna fumante dal cratere per lo più innevato, sbirciare dal finestrino
a caccia di una visione migliore, e poi trovarselo lì, nella sua immensa mole,
proprio davanti agli occhi..o meglio sotto i piedi; è infatti talmente grande
che ci sei sopra e neanche te ne accorgi. Anche perché, passata la vista
panoramica verdeggiante e lussuriosa, quando abbiamo mosso i primi passi nella
nostra risalita, abbiamo subito scoperto un paesaggio nuovo, fatto di casette
in pietra lavica intonacate di bianco, un paesaggio fatto di chiesette rustiche
su piazze piccole e accoglienti, il tutto incorniciato dalla pietra nera
della lava di eruzioni passate. Subito dopo il centro abitato, in aperta
campagna, dove la natura si fa più brulla e scarna, ci si sente come Armstrong,
a camminare tra rocce nere e tagliente in uno scenario lunare, o marziano se
volete vista la natura ignea del luogo. La risalita dell'Etna fino al primo
rifugio è stata quanto meno faticosa: non vi nascondo che ho più volte
rimproverato me stesso per aver accettato quell'invito, però devo confessarvi
che al di là della fatica è emozionante fare Strada in un luogo davvero
suggestivo, chiacchierando con delle persone che se anche conosci da anni hanno
sempre qualcosa di nuovo e di meraviglioso da rivelarti, percepire la scalata
della montagna dai panorami mozzafiato che ti si aprono innanzi improvvisamente
tra cespugli giganti di ginestre. Siamo arrivati al rifugio nel pomeriggio,
stremati soprattutto per l'ultimo tratto in cui avevamo incontrato neve (che
bella la neve!!), ma soddisfatti per aver bruciato la prima tappa. E poi
sorpresa!!! Nel rifugio abbiamo conosciuto il Clan dell'Acireale 6, con i
membri del quale abbiamo fatto conoscenza e condiviso i dolciumi della
sera...Sapete, credo che sia un'emozione impagabile riflettere davanti un
caminetto acceso, con dei ragazzi che aprono il loro cuore in un momento di
confronto e ti rendono partecipe della loro vita, facendoti capire che alla
fine tutti viviamo più o meno le stesse sensazioni e condividerle può essere
solo un momento di crescita. Ovviamente prima di andare a dormire ho coccolato
un po' i miei amici capi, nella speranza di muoverli a pietà e dissuaderli dal
praticare il percorso del giorno seguente...ma ovviamente nulla da fare!!
L'indomani infatti abbiamo ripreso il cammino, stavolta interamente sulla
neve...è stata un'esperienza magnifica, perché ci siamo divertiti a trovare i
percorsi che ci permettessero di risparmiare anche solo mezzo metro di strada
in più, ci siamo tuffati nella neve e abbiamo scattato un paio di foto per il
sito...E' strano fare Strada sulla neve, o per lo meno per me è stata la prima
volta, attrezzati di colbacchi alla testa, guanti alle mani e le TRAPPOLE ai
piedi...è molto buffo oltre che insolito! E' suggestivo ritrovare il percorso
seguendo le orme lasciate da chi ti ha preceduto, sentire dentro di te il senso
della sfida con te stesso, la voglia di arrivare in alto, dove il bianco della
neve si confonde con il bianco delle nuvole, arrivare al traguardo che ti sei
prefissato. Ecco, il mio traguardo era il secondo rifugio, a 1600 metri di altezza. I
miei capi hanno proseguito un po' la risalita, ma io ho preferito fermarmi e ho
avuto modo di osservare dalla terrazza del rifugio lo spettacolo della neve,
ammirare il cielo che cambia umore all'improvviso, riflettere su quanto spesso
ci lamentiamo per quello che non abbiamo e non apprezziamo invece le comodità e
le cose belle che ci circondano... Credo che questa sia stata una delle
esperienze più suggestive che abbia mai vissuto, e spero che qualche altro
rover come me o qualche scolta voglia provarla, perché vi assicuro che
tornerete a casa sicuramente stanchi o raffreddati, ma certamente felici di
aver sfidato voi stessi e di averlo fatto in un contesto così unico. Spero che
vogliate vivere quest'avventura e di poter leggere poi le vostre riflessioni
sul sito, così come voi adesso avete letto le mie.